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Babbo Natale - Parte II

   


Biografia in italiano


1 febbraio 1900
Un terremoto, una bufera e una luce accecante svegliano di soprassalto Nicola. Tre bambini, particolarmente espressivi come degli adulti, sembrano fare delle valutazioni su di lui, con grande interesse, mentre un quarto gli prende le misure con un nastro giallo.
Nicola basito, li lascia fare e finisce persino per riaddormentarsi, aprendo di tanto in tanto un occhio, al rumore della porta che si apre, semplicemente per costatare che la sua nuova dimora si riempia di esseri soprannaturali, dai colori scintillanti.

3 Febbraio 1900
È diventato ormai impossibile dormire in mezzo a quella brulicante attività, che sembra aumentare senza tregua. Nicola si risveglia e alzatosi in piedi, si rende conto di essere alto almeno un metro e mezzo in più, rispetto alla piccola comunità ai suoi piedi, affaccendata in mille attività, che non gli presta la minima attenzione. Nicola rimane a scrutare perplesso questo vero e proprio campo di copricapo rossi, come migliaia di papaveri, quando uno di quei bambini che qualche giorno prima lo teneva sotto osservazione, si presenta, quasi pomposamente, come “Carlo”. Nicola, stropicciandosi gli occhi incredulo, gli chiede dove siano i loro genitori; una stropicciata, ancora più forte, segue quando Carlo gli risponde di essere un elfo e che quelli che vede non sono bambini, ma che ogni cappellino copre la testa di un folletto o di un elfo di almeno tre volte le sua età.

5 febbraio 1900
I folletti corrono avanti e indietro, facendo suonare i loro campanelli in un cacofonico concerto. Tre elfi, vestiti tutti di verde, si distinguono dagli altri per la loro calma. Essi sono gli Ordinari della Scuola Super Seria degli Elementi Carismatici e formano quello che viene definito il Consiglio Superiore degli Elfi, il quale governa la comunità dei folletti con saggezza. Carlo è il più anziano, seguito in ordine decrescente da Cesare e Napoleone.

Marzo 1900
Oramai Nicola conosce per nome ogni folletto. A poco più di un mese dall’inizio della sua formazione come 20° Babbo Natale, i progressi sono stati velocissimi. Nicola deve allenare intensivamente la propria memoria, per eseguire la sua missione in modo egregio. Intanto i folletti sistemano i diversi reparti.

1 aprile 1900
Secondo la tradizione, il diploma di Babbo Natale viene consegnato in questa data. Ciò implica, dal punto di vista tecnico, che il candidato debba conoscere ogni angolo nascosto di tutti i reparti che, in totale, ricoprono circa 100.000 m². Il futuro Babbo Natale, inoltre, deve anche saper citare, uno per uno, i nomi di tutti i bambini della Terra, la cui lista gli viene comunicata dal Coniglio Pasquale, un elfo dai denti e le orecchie particolarmente lunghi.

2 aprile 1900
Il Babbo Natale è un essere dotato di una sensibilità esasperata: ogni giorno deve sforzarsi a sentire i desideri di chiunque. Gli adulti, ottenebrati dalle loro responsabilità, non sono capaci di esprimere un desiderio chiaro e concreto, ecco perché a Natale non ricevono nulla o delle soltanto delle cosette da nulla, inventate da dei piccoli folletti di appena 60 anni. Al contrario, i bambini sì, che sanno cosa vogliono alla fine dell’anno.

23 maggio 1900
Nicola supera l’esame per la patente S, perla slitta. La teoria è indispensabile, prima della pratica. Spesso si immagina la slitta piccola; ma come farebbe Babbo Natale a trasportare i regali di tutto il mondo? Il vero mezzo trasporto è più simile ad un gigantesco treno a vapore, dove la presenza delle renne serve solo ad assicurarne l’immagine ed eventualmente la navigazione, e il cui motore è una vecchia turbina a vapore rimessa a nuovo. La chiamano Sputnik…tutto sommato, la rivoluzione industriale non è male!

30 maggio 1900
È il giorno in cui Nicola deve scegliere le renne che lo accompagneranno nel cielo durante tutto il secolo. La prassi vuole che il tiro precedente vada in pensione con il rispettivo Babbo Natale, anche se dopo ben cento anni di costante e fedele servizio. La scelta è una questione di gusto e intuizione, innanzi tutto. Esistono vari tipi (oggi si dice modelli) di renne, in funzione della loro specialità o attitudine: nuotatrici, tuffatrici, rampicanti, pattinatrici, surfiste, ecc.; o a seconda del colore del pelo. Nicola opta per un equipaggio di quattro renne (e non più otto, a causa si un restringimento del budget) di tipo “familiare” così chiamate per le loro groppe muscolose che permettono ai folletti e agli elfi di salirvi.

Giugno 1900
Rodolfo, Chopper, Kafka et Pouny vengono agganciate alla slitta di cui il motore è stato ripulito la sera prima. Nicola supera brillantemente l’esame di guida, con una media 30.000 Km/h sul totale del percorso… Fortunatamente il pilotaggio è semi-automatico e le renne sono dotate di un intuito senza eguali.

Luglio 1900
Ogni Babbo Natale deve seguire dei corsi di muratura e anche una formazione da vetraio: Nicola deve così, imparare come rompere un caminetto per ricavarsi un passaggio all’interno della canna fumaria e poi ricostruirlo velocemente. Se poi il camino non c’è, bisogna rompere un vetro, ma molto discretamente, e rimetterlo successivamente apposto. Sfatato il mito di Babbo Natale che si rimpicciolisce, Nicola si rende conto di essere diventato un artigiano di altissimo livello.


(continua del dossier Parte III)


     

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